Infinita tristezza...
con Claudio avevamo in mente di portare a milanello i ragazzi e le ragazze del centro diurno disabili N.Elli di Rezzato (BS).
Claudio era venuto a giocare con la nazionale Calcio TV sfidando la squadra dei Ferraristi degli amici del bar Riki ed eravamo diventati suoi amici e Lui di noi (un vero colpo di fulmine...).
Ci siamo visti in un altro paio di circostanze ponendo le basi per questo "viaggio organizzato" che forse ora diventerà irrealizzabile perchè sarebbe troppo triste...
Domani 28 aprile al CDD avremo lo scambio di auguri con i ragazzi e le ragazze e tutti i familiari ed i volontari nonchè gli operatori e io dovrò dare loro la notizia della sua scomparsa...
Ti penseremo caro Claudio in modo particolare... per sempre...
Che altro aggiungere se non : CIAO CLAUDIO...
(alcune immagini di Claudio quel giorno a Rezzato insieme a noi...)
POSSIAMO PROVARE A VOLERCI UN PO' PIU' BENE?
POSSIAMO PROVARE A VOLERCI UN PO' PIU' BENE?
mercoledì 27 marzo 2013
giovedì 31 gennaio 2013
Smemoratezza postuma al giorno della memoria
Il 27 gennaio si è celebrata la Giornata della Memoria e come tutte le giornate dedicate a qualcosa grandi eventi, dibattiti, opinioni a confronto, battute più o meno drammatiche, sfoggio di cultura di qualcuno, la Germania che si addossa le colpe dell'Olocausto e continua ad utilizzare lo spread per fare altre stragi (fortunatamente solo di carattere finanziario...) ed altro altro ancora... Poi cala il sipario ed il giorno successivo è un buon giorno per ricordare qualcosa di diverso perchè è così che va il mondo e sempre così continuerà.
Infatti oggi 31 gennaio oltre ad essere San Giovanni Bosco è il compleanno di Giorgio Perlasca Giusto tra le Nazioni nato appunto in questa data nel 1910: qualcuno lo ricorderà?
Spendiamo due parole da qui : da giovanissimo, aderì al movimento fascista e partecipò come volontario alla guerra in Africa ed in Spagna, ma quando il regime, nel 1938 attuò le leggi razziali contro gli ebrei se ne distaccò. Roccambolesce vicissitudini lo portarono, nel dicembre 1944, a sostenere il ruolo di vceambasciatore di Spagna in Budapest (Ungheria). Fu un ruolo inventato, poiché lo stesso Perlasca, in quel periodo era fuggiasco e sotto falso nome, ma gli permise di salvare più di 5.000 persone di fede ebraica dal rastrellamento delle Croci frecciate dei nazisti ungheresi. Recitò quel ruolo per 45 giorni, rischiando ogni giorno di essere scoperto e quindi ucciso. Fortunatamente, dopo la liberazione dell'Ungheria ad opera dell'Unione Sovietica, seppur fatto prigioniero, riuscì dopo poco tempo a tornare in Italia dove non rivelò a nessuno il suo segreto e condusse per molti anni una vita normale. Solo negli anni 80, rese pubblica la sua storia grazie all'iniziativa di alcuni tra quei 5.000 da lui salvati, guadagnandosi il titolo di Giusto tra le Nazioni. Ad 82 anni il 15 agosto del 1992 ha deciso di aggreggarsi a tanti che per mano sua saranno morti di sicuro ma non in modo atroce in un campo di concentramento.
Che dire allora ? direi solo "AUGURI AD UN UOMO CHE NELLA SUA VITA ANZICHE' BLATERALE OGNI GIORNO CERCANDO DI CONVINCERCI DI COSE POCO CONVINCENTI HA AGITO IN SILENZIO..."
Infatti oggi 31 gennaio oltre ad essere San Giovanni Bosco è il compleanno di Giorgio Perlasca Giusto tra le Nazioni nato appunto in questa data nel 1910: qualcuno lo ricorderà?
Spendiamo due parole da qui : da giovanissimo, aderì al movimento fascista e partecipò come volontario alla guerra in Africa ed in Spagna, ma quando il regime, nel 1938 attuò le leggi razziali contro gli ebrei se ne distaccò. Roccambolesce vicissitudini lo portarono, nel dicembre 1944, a sostenere il ruolo di vceambasciatore di Spagna in Budapest (Ungheria). Fu un ruolo inventato, poiché lo stesso Perlasca, in quel periodo era fuggiasco e sotto falso nome, ma gli permise di salvare più di 5.000 persone di fede ebraica dal rastrellamento delle Croci frecciate dei nazisti ungheresi. Recitò quel ruolo per 45 giorni, rischiando ogni giorno di essere scoperto e quindi ucciso. Fortunatamente, dopo la liberazione dell'Ungheria ad opera dell'Unione Sovietica, seppur fatto prigioniero, riuscì dopo poco tempo a tornare in Italia dove non rivelò a nessuno il suo segreto e condusse per molti anni una vita normale. Solo negli anni 80, rese pubblica la sua storia grazie all'iniziativa di alcuni tra quei 5.000 da lui salvati, guadagnandosi il titolo di Giusto tra le Nazioni. Ad 82 anni il 15 agosto del 1992 ha deciso di aggreggarsi a tanti che per mano sua saranno morti di sicuro ma non in modo atroce in un campo di concentramento.
Che dire allora ? direi solo "AUGURI AD UN UOMO CHE NELLA SUA VITA ANZICHE' BLATERALE OGNI GIORNO CERCANDO DI CONVINCERCI DI COSE POCO CONVINCENTI HA AGITO IN SILENZIO..."
lunedì 3 dicembre 2012
è dall'incrocio delle differenti emozioni che ne nasce una nuova...
Se sfogli l’anteprima dell’e-book fermati qualche attimo di più a pagina 10…
e se hai ancora un piccolo spazio di tempo vai al mio inedito…
(lo trovi anche in FB : http://facebook.com/357468744349424)
martedì 31 luglio 2012
ESTATE TEMPO DI ATTESA PER L'AUTUNNO CHE ARRIVA E CHE PRECEDENDO L'INVERNO PARE DIRE :"VEDRAI CHE DOPO DI TE ARRIVERA' LA PRIMAVERA CHE LASCERA' IL POSTO ALL'ESTATE..." E QUINDI ECCOCI QUI DI NUOVO AL CALDO DEGLI ANTICICLONI E DELL'ALTA PRESSIONE. QUINDI PROSSIMAMENTE SCRIVERO' QUALCOSA MA ORA IL TASSO DI UMIDITA' PRESENTE NEL MIO UFFICIO MI CONSIGLIA DI ANDARE A BERE DELL'ACQUA FRESCA E COSI' FARO'...
lunedì 28 maggio 2012
Piazza
Loggia, 28/05/2012 ore 10.12
NOI NON DIMENTICHIAMO
1. Giulietta BANZI BAZOLI, anni 34
2. Livia BOTTARDI MILANI, anni 32
3. Clementina CALZARI TREBESCHI, anni 31
4. Alberto TREBESCHI, anni 37
5. Euplo NATALI, anni 69
6. Luigi PINTO, anni 25
7. Bartolomeo TALENTI, anni 56
8. Vittorio ZAMBARDA, anni 60
UNA STRAGE
IMPUNITA. A 38 anni di distanza, passato l'attonito dolore del 14 aprile quando
la Corte d'Appello ha confermato l'assoluzione per tutti gli imputati, in
piazza della Loggia è il giorno della memoria, dell'anniversario dell'attentato
che provocò 8 morti e 102 feriti. Così la città torna a interrogarsi su
mandanti ed esecutori. Una commemorazione amara, che arriva a pochi giorni
dall'attentato davanti alla scuola «Morvillo-Falcone» di Brindisi costato la
vita alla 16enne Melissa Bassi, e segue l'invito del Presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, a «non abbassare la guardia di fronte alle
nuove minacce di terrorismo». E OGGI BRESCIA tornerà a riempire la sua piazza,
la stessa che alle 10.12 del 28 maggio 1974 fu violata da una bomba fatta
esplodere mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo, indetta
dai sindacati e dal Comitato Antifascista. Gli otto rintocchi del «mac de le
ure» sillaberanno i nomi di ogni singola vittima. Poi un minuto di silenzio
a prologo dell'inizio della commemorazione ufficiale ma ancora senza una verità
giudiziaria che sembra sempre più improbabile… una verità alla quale Brescia e l'Italia non vogliono
rinunciare in nome delle vittime che uccise mentre il segretario della
Fim-Cisl, Franco Castrezzati teneva il suo discorso sotto una pioggia
insistente.
giovedì 8 marzo 2012
Non regalate mimose cari maschietti ma RISPETTO per le vostre donne...
L'origine della Festa dell'8 Marzo risale al 1908, quando un gruppo di operaie di una industria tessile di New York scioperò come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare.
Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu proprio l'8 Marzo che la proprietà dell'azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.
Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.
Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita. L'8 marzo assunse col tempo un'importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità.
L'8 Marzo è quindi il ricordo di quella triste giornata.Non è una "festa" ma piuttosto una ricorrenza da riproporre ogni anno come segno indelebile di quanto accaduto il secolo scorso.
Lo sciopero proseguì per diverse giornate ma fu proprio l'8 Marzo che la proprietà dell'azienda bloccò le uscite della fabbrica, impedendo alle operaie di uscire dalla stessa.
Un incendio ferì mortalmente 129 operaie, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano semplicemente di migliorare la propria qualità del lavoro.
Tra di loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle donne italiane che, come le altre, cercavano di migliorare la loro condizione di vita. L'8 marzo assunse col tempo un'importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il riscatto della propria dignità.
L'8 Marzo è quindi il ricordo di quella triste giornata.Non è una "festa" ma piuttosto una ricorrenza da riproporre ogni anno come segno indelebile di quanto accaduto il secolo scorso.
martedì 7 febbraio 2012
"NOVISTA" A ME? MA COME SI PERMETTE!!! LEI NON SA CHI SONO IO...
FORSE COSI' DIREBBE TOTO'
SE QUALCUNO LO TACCIASSE DI ESSERE UN "NOVISTA".
E A PROPOSITO DEL FATTO CHE NASCANO OGNI GIORNO NEOLOGISMI, A VOLTE IMPARENTATI CON IL GUSTO DELL'ORRIDO (VEDI POST PRECEDENTE), VOGLIO PORRE OGGI L'ATTENZIONE SUL "NOVISTA" (qual son io...) CHE NON E' UN NEOLOGISMO MA DA SEMPRE ESISTE: USIAMOLE LE PAROLE CHE LA NOSTRA LINGUA CI METTE A DISPOSIZIONE... USIAMOLE...
In un mondo che cerca costantemente di cambiare gli scenari quotidiani e consuma ad altissima velocità oggetti, sentimenti, intelligenze, persone, la categoria del “nuovo” cade davvero a fagiolo. Parrebbe che tutti non vogliano altro, che tutti non desiderino che la rottura completa con l’attuale presente, i suoi riti, le sue abitudini quotidiane. Una specie di grande palingenesi, capace di salvarci davvero dal morto viluppo che trattiene la nostra vita. Tutti vogliono cambiare, tutti invocano la speranza della novità, a destra come a sinistra. Anzi, oltre la destra e oltre la sinistra. Oltre le antiche distinzioni. Oltre le vecchie appartenenze. Totalmente proiettati verso un non-luogo salvifico, migliore dell’attuale, dove finalmente vi sarà giustizia e ci
libereremo del “vecchio”.
Il linguaggio “novista” non espone contenuti, semplicemente espone se stesso. Le esortazioni sono sempre
le medesime, a cambiare, a costruire il nuovo, a lavorare per la speranza, per il futuro, contro i vecchi schemi. Quale sia il contenuto effettivo di questo nuovo non si sa mai bene. Anche perché l’impressione è questa: ogni qualvolta l’annuncio del nuovo assume sembianze di concretezza, sembra già che la realtà (vecchia, ovviamente) riprenda il sopravvento e il mondo materiale (con tutto il suo male profondo) si riproponga fatalmente.
Perché il “nuovo”, è chiaro, non può aver contenuti godibili oggi. I contenuti sono sempre “presenti”, difatti, e il presente, ciò che c'è ora, non può essere nuovo per definizione. E così si è “nuovi” se si è vuoti di contenuti, se si proiettano questi contenuti in un permanente domani, oppure in un futuro vago, approssimativo, escatologico.
Il novista parla al cuore, ai sentimenti, allo spirito. Il novista scantona dalla dura legge della realtà. Usa le
proprie formule solo per far reagire le persone, perché sa bene che del male non ci si libera e che la politica non salva, semmai ci rende dannati nella sua brutale necessità. C’è una parola allora, che meglio del nuovo
esprime l’idea di un cambiamento praticabile, la necessità di un cambio di passo. Ed è “innovazione”.
Innovazione è sempre in riferimento a un concreto, a un presente materiale, a un qui e ora. L’innovazione non elude il male, non lo nega recisamente e assolutamente, ma lo “lavora”, lo “tratta”, lo addomestica.
L’innovatore conosce la realtà senza farsi sopraffare da essa. Non dice “voglio il nuovo”, dice “voglio
innovare rispetto a questo presente”. Di innovazione il mondo vive e migliora, di nuovo il mondo muore, perché tende a conservarsi così com’è, cioè pessimo in larga misura.
ps: della parola NOVISTA sono il custode per un anno (fallo anche tu con un'altra parola, vai http://adottaunaparola.ladante.it/)
SE QUALCUNO LO TACCIASSE DI ESSERE UN "NOVISTA".
E A PROPOSITO DEL FATTO CHE NASCANO OGNI GIORNO NEOLOGISMI, A VOLTE IMPARENTATI CON IL GUSTO DELL'ORRIDO (VEDI POST PRECEDENTE), VOGLIO PORRE OGGI L'ATTENZIONE SUL "NOVISTA" (qual son io...) CHE NON E' UN NEOLOGISMO MA DA SEMPRE ESISTE: USIAMOLE LE PAROLE CHE LA NOSTRA LINGUA CI METTE A DISPOSIZIONE... USIAMOLE...
In un mondo che cerca costantemente di cambiare gli scenari quotidiani e consuma ad altissima velocità oggetti, sentimenti, intelligenze, persone, la categoria del “nuovo” cade davvero a fagiolo. Parrebbe che tutti non vogliano altro, che tutti non desiderino che la rottura completa con l’attuale presente, i suoi riti, le sue abitudini quotidiane. Una specie di grande palingenesi, capace di salvarci davvero dal morto viluppo che trattiene la nostra vita. Tutti vogliono cambiare, tutti invocano la speranza della novità, a destra come a sinistra. Anzi, oltre la destra e oltre la sinistra. Oltre le antiche distinzioni. Oltre le vecchie appartenenze. Totalmente proiettati verso un non-luogo salvifico, migliore dell’attuale, dove finalmente vi sarà giustizia e ci
libereremo del “vecchio”.
Il linguaggio “novista” non espone contenuti, semplicemente espone se stesso. Le esortazioni sono sempre
le medesime, a cambiare, a costruire il nuovo, a lavorare per la speranza, per il futuro, contro i vecchi schemi. Quale sia il contenuto effettivo di questo nuovo non si sa mai bene. Anche perché l’impressione è questa: ogni qualvolta l’annuncio del nuovo assume sembianze di concretezza, sembra già che la realtà (vecchia, ovviamente) riprenda il sopravvento e il mondo materiale (con tutto il suo male profondo) si riproponga fatalmente.
Perché il “nuovo”, è chiaro, non può aver contenuti godibili oggi. I contenuti sono sempre “presenti”, difatti, e il presente, ciò che c'è ora, non può essere nuovo per definizione. E così si è “nuovi” se si è vuoti di contenuti, se si proiettano questi contenuti in un permanente domani, oppure in un futuro vago, approssimativo, escatologico.
Il novista parla al cuore, ai sentimenti, allo spirito. Il novista scantona dalla dura legge della realtà. Usa le
proprie formule solo per far reagire le persone, perché sa bene che del male non ci si libera e che la politica non salva, semmai ci rende dannati nella sua brutale necessità. C’è una parola allora, che meglio del nuovo
esprime l’idea di un cambiamento praticabile, la necessità di un cambio di passo. Ed è “innovazione”.
Innovazione è sempre in riferimento a un concreto, a un presente materiale, a un qui e ora. L’innovazione non elude il male, non lo nega recisamente e assolutamente, ma lo “lavora”, lo “tratta”, lo addomestica.
L’innovatore conosce la realtà senza farsi sopraffare da essa. Non dice “voglio il nuovo”, dice “voglio
innovare rispetto a questo presente”. Di innovazione il mondo vive e migliora, di nuovo il mondo muore, perché tende a conservarsi così com’è, cioè pessimo in larga misura.
ps: della parola NOVISTA sono il custode per un anno (fallo anche tu con un'altra parola, vai http://adottaunaparola.ladante.it/)
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